Caso Trieste Running: La Corsa della Bora prende le distanze. “Per noi la multiculturalità di Trieste è un grande valore”

COMUNICATO STAMPA – 27 APRILE 2019

 

“Non ha senso attribuire a una città una reputazione del tutto infondata per una dichiarazione facilmente fraintendibile di un singolo. Vogliamo rincuorare gli atleti che Trieste non è razzista” afferma Tommaso de Mottoni, presidente di ASD SentieroUno, organizzatore de La Corsa della Bora, il primo evento di trail-running di Trieste e del Friuli Venezia Giulia.

“Alla luce della dimensione mediatica assunta dalla vicenda e mossi dalla volontà di ribadire il carattere internazionale della città e lo spirito con il quale i nostri sportivi da sempre vedano nella multiculturalità un valore sacrosanto, ci teniamo a prendere le distanze dalle dichiarazioni reali e quelle attribuite” chiarisce.

 

Trieste è stata da sempre uno crogiolo di culture, razze e religioni. L’architettura, la letteratura e l’arte figurativa ne sono una testimonianza di unica bellezza. Poche sono le città nel mondo in cui tante chiese e diversi credi coesistono, l’uno accanto all’altro, da centinaia d’anni.

Oggi Trieste, come ieri, è punto di incontro di culture e di grande fermento artistico e scientifico, con ricercatori e scienziati da tutto il mondo, ma anche meta turistica di primo livello.

 

“Riteniamo che la realtà sportiva e associativa di Trieste sia una delle più inclusive e multiculturali – prosegue de Mottoni –. La Corsa della Bora è prima linea per portare nel mondo i valori di multiculturalità e collaborazione, che rappresentano non solo la nostra gara ma tutta la nostra città. Crediamo nello sport dove tutti si confrontano sul campo al fine di crescere e migliorare con il confronto”.

 

Alla Corsa della Bora partecipano più di 27 nazioni, con atleti da tutto il mondo, volontari di associazioni italiane e slovene li accolgono lavorando all’unisono e facendo della diversità un motivo di orgoglio, più che di divisione o di discriminazione.

 

“Lo sport deve essere un momento di inclusione, di crescita e di superamento delle differenze di colore politico di razza e di religione. I nostri colori sono i colori del Carso: del calcare bianco che incontra l’azzurro del mare al rosso del sommaco. Gli unici di cui ha senso parlare” conclude de Mottoni.