La Corsa della Bora si può fare utilizzando la tecnica del nordic walking ? 

logo-piccolissimoRisponde Stefano Tonegutti, Istruttore certificato dalla Scuola Italiana Nordic Walking http://www.evoluzionenordic.it/      

Il tempo massimo di 12 ore, per il percorso lungo, e la filosofia degli organizzatori di incentivare la partecipazione a chi la fa in sicurezza e se la gode nel rispetto della natura sono buoni motivi per provare questi seppur lunghi e difficoltosi percorsi in nordic. Naturalmente bisogna essere ben allenati, specialmente per la gara lunga, avere un po’ di pratica su percorsi di montagna ed essere consapevoli che ci sono salite, discese e tratti sconnessi che ben poco hanno a che fare con i parametri tecnici del nordic walking.

Entrando nel dettaglio dei percorsi iniziamo ad analizzare la gara lunga suddividendola in tre parti:

Prima Parte da Pesek a San Lorenzo circa 24 km e 1700 m d+ Si parte subito con una discesa tecnica, in questo tipo di discese consigliamo di sganciare i bastoncini e utilizzarli puntandoli entrambi in avanti per smorzare la velocità dovuta alla forte pendenza del terreno e/o per aumentare la stabilità degli appoggi. Attraversando una zona selvaggia con alcuni strappi in salita dopo 7 km si raggiunge l’abitato di Beka, quindi percorreremo un altipiano dove il terreno diventa più scorrevole e si può ben utilizzare la tecnica nordic. In questo tratto se soffierà la bora potrete apprezzarla in tutta la sua potenza. In prossimità del castello di Socerb inizia una discesa non particolarmente difficile alla fine della quale incontreremo un bel tratto ondulato in bosco che ci condurrà al ristoro di Dolina al km15. I ristori rappresentano un’altra difficoltà di questa  gara: le numerose leccornie a km 0 inducono a soste troppo lunghe e sostanziose, limitatevi che la strada e ancora lunga e il “peggio deve ancora venire”. Dal ristoro raggiungeremo la Fonte Sgurenz da dove affronteremo la parte più impegnativa del percorso in salita dapprima su larga carrareccia e poi su terreno roccioso e scalinato alla fine del quale inizierà una ripida discesa su ghiaione. Massima attenzione in questo tratto comunque attrezzato con funi nei punti più ripidi e ben presidiato dai volontari del soccorso Alpino. La discesa non ci dà tregua fino a quando non atterreremo su asfalto all’altezza del rifugio Premuda. Due km di su e giù nel cuore della Val Rosandra ci condurranno al piccolo paese di Botazzo e via di nuovo in salita bella ripida fino a raggiungere il tracciato dell’ex ferrovia,500 metri su ciclabile ottimi per mollare la gamba in perfetto stile nordic e dopo una brusca svolta a sinistra l’ennesima impegnativa salita, per fortuna l’ultima così lunga e dura. Siamo sul ciglione alle pendici del monte Stena, panorama a dir poco fantastico, circa due chilometri pianeggianti, dove comunque dovremo prestare attenzione al terreno sconnesso, e raggiungeremo il ristoro di San Lorenzo. Qui, per rispettare il cancello orario, dovremo arrivare entro le 13.00 ma a questo punto, anche se mancano 30 km abbondanti, potremo dire che il più è fatto.

Seconda Parte da San Lorenzo a l’Obelisco circa 10 km e 300 m d+ E’ sicuramente il tratto più adatto al nordic walking su sentieri scorrevoli, salite e discese mai nè lunghe nè ripide. Attraverseremo alcuni dei boschi più belli del nostro Carso passando per il Monte Spaccato vedetta Alice e Monte Belvedere, di nome e di fatto, e quasi senza accorgercene raggiungeremo il ristoro dell’Obelisco da dove inizia anche il percorso della “mezza” -che poi in realtà sono circa 23 km- ma si sa che gli organizzatori sono generosi e qualche chilometro ce lo regalano sempre.

Terza Parte dall’Obelisco a Porto Piccolo circa 23 km 500 m d+ Anche quest’ultima parte, soprattutto fino al ristoro della Palestra di Aurisina, si presta alla tecnica del nordic walking. Il percorso attraversa i paesi di Contovello e Santa Croce sfruttando vecchi sentieri di contadini e pescatori . Panorama mozza fiato sul golfo e buone possibilità di assistere ad un super tramonto. Raggiunto l’ultimo ristoro di Aurisina mancano circa 6 km all’arrivo il terreno si fa più aspro ed i 50 km sulle gambe non aiutano, probabilmente a questo punto avremo acceso le frontali il percorso comunque è sempre ben segnalato e presidiato nei punti critici dai volontari. Giunti alle porte di Sistiana un’ultima impervia discesa ci condurrà sulla spiaggia per l’inedito arrivo a Porto Piccolo “via mare”.   Faticaccia ma di gran soddisfazione! Sicuramente è più abbordabile il percorso corto, che puo’ essere portato a termine con calma e con il chiaro, ma il fascino del percorso lungo è irresistibile.

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