Nuova certificazione ITRA e nuove qualifiche per UTMB. Ecco che succede veramente

Le gare da 57, 164 ed Ipertrail sono qualificanti UTMB

Condividiamo con voi una nostra analisi derivante dallo studio del numero di gare qualificanti, dei punteggi, del numero degli iscritti e del nuovo sistema di qualifica UTMB.   Speriamo che questo articolo possa esservi utile per comprendere meglio quello che succederà in pratica dal 2020.

Basandoci sui dati pubblicati da UTMB e leggendo attentamente il nuovo processo di qualificazione siamo giunti alla conclusione che il numero degli iscritti all’Ultra Trail du Mont Blanc, derivante da Ultra Trail World Tour e dalle gare ByUTMB di fatto è in grado di saturare quasi del tutto il numero di posti disponibili per partecipare alla gara.

Se questo fosse corretto, ecco le conseguenze:

  1. Per partecipare al “Monte Bianco” sarà di fatto necessario non tanto accumulare punti con gare a punteggio alto e sperare in una lotteria con parecchie possibilità di estrazione, ma sarà quasi indispensabile fare la gare Ultra Trail World Tour e ByUTMB.
  2. Il punti di qualifica per le gare “non UTWT e non  ByUTMB, non solo diminuiscono con il nuovo sistema, ma perdono anche di valore pratico in quanto danno accesso ad una lotteria con ridotte possibilità di estrazione. 
  3. Uno dei tanti scenari possibili, vedrà gli organizzatori  UTWT e ByUTMB, da un lato favoriti in quanto per partecipare al “Monte Bianco” gli utenti dovranno iscriversi alle loro gare, dall’altro, molto probabilmente, vedranno crescere i costi di affiliazione e/o il numero di gare del circuito. Questo  porterà inevitabilmente a profitti minori per loro o, molto più probabilmente, ad ulteriori aumenti delle quote di iscrizione per i runner.
  4. Le gare UTWT da circuito di “Prima Classe” si vedranno idealmente declassate a “Serie B” rispetto alle ByUTMB. Ne consegue anche che vedremo crescere il numero di eventi “ByUTMB”.
  5. I così detti “viaggi avventura” e le “gare-viaggio”  in giro per il mondo organizzate da piccoli organizzatori indipendenti saranno le più  penalizzate. Se un ultra trailer fa svariati ultra trail ogni anno nella sua zona di origine, sono pochissimi quelli che fanno più di “un lungo viaggio” all’anno, e questo sarà preferenzialmente per una “ByUTMB”. Oltre ai piccoli organizzatori saranno penalizzati anche gli organizzatori dello stesso Ultra Trail World Tour.
    Un esempio pratico: Giuseppe può spendere per un solo viaggio nel mondo all’anno e vuole fare l’UTMB. Giuseppe, sceglierà preferenzialmente una gara ByUTMB rispetto ad una gara Ultra Trail World Tour o ad una semplice gara qualificante in quanto questa è quella che garantirà maggiormente l’accesso alla competizione di Chamonix

 

I Punti e gli Stone

Ha poco senso soffermarsi a parlare di differenza tra “punti” e “stone”, di fatto quello che conta è la tipologia di gara a cui si partecipa.

 

Immaginate di essere davanti all’aeroporto a 5 minuti dalla chiusura del gate: le gare qualificanti sono l’accesso con il controllo di sicurezza regolare e con 100 persone in fila. La corsia VIP sono le gare UTWT e le gare ByUTMB sono un volo privato.

Gli “stone”, in questa metafora, sono i 5 minuti.

Quindi poco importa campire come si calcolano.

Importa in che fila vi mettete.

Ad oggi, 2 maggio 2019, non esiste ancora totale chiarezza sul processo di selezione per UTMB, in quanto, stando alle informazioni fornite, per assurdo, se tutti i partecipanti delle gare ByUTMB si volessero iscrivere ad UTMB, verrebbero esclusi anche i partecipanti alle gare Ultra Trail World Tour. Attendiamo quindi maggiore chiarezze sulle quote e le dinamiche di selezione.

Ecco come il nuovo sistema di certificazione delle gare ITRA ha interessato le gare S1

Non vorremmo che questo articolo fosse interpretato come un appunto ad ITRA ed una critica ai loro sistemi. Tanto meno come comunicazione ufficiale ITRA.

ITRA sta facendo un lavoro eccellente, ma è una realtà ancora relativamente giovane, ed il sistema adottato è stato ponderato per valutare gare in ambito prettamente Alpino.

Questo sistema poco si adatta a condizioni particolari come quella di Trieste, ma anche moltissimi altri casi vedono “sballare” questi parametri, come per le gare nei deserti, giungle, aree fredde o dove ci sono terreni particolarmente ostici senza avere altitudini di rilievo.

ITRA in questi anni ha introdotto una crescente attenzione alla valutazione delle tracce richiedendo più accuratezza da parte degli organizzatori e controllando la cartografia. Resta sempre una “valutaizone su carta” che di positivo ha l’oggettività dei parametri, di negativo ha l’assenza di variabili spesso determinanti. 

In generale, per tutte le gare, non solo per la nostra, abbiamo riscontrato che il nuovo algoritmo tende a diminuire i km e ad aumentare il dislivello rispetto al sistema di calcolo precedente. 

Per leggere chiaramente e capire come è certificata una gara è necessario capire il sistema di certificazione ITRA.
La spiegazione completa e dettagliata è reperibile dal sito ufficiale ITRA a questo link

Semplificando al massimo vi spieghiamo in breve come leggere i punteggi che ITRA assegna ad ogni gara

“Endurance Level”: vicino alla scritta ITRA, potrete trovare un numero da 0 a 6. Questo numero indica quanto una gara è “dura”. In sostanza viene sommata la distanza in km al dislivello in metri e diviso per 100. Quindi questo dato parla di una “durezza” espressa solo ed unicamente in termini di km e metri di salita, non di difficoltà, caratteristiche del terreno e condizioni ambientali.

Mountain level: ovvero quanto la gara ha a caratteristiche oggettive di montagna su una scala da 1 a 12. Vengono tenuti in considerazione i seguenti prametri: ascesa più lunga, altitudine media, ascesa totale. Questo è un parametro che nel caso della Corsa della Bora può dare delle “sorprese”.
A Trieste non abbiamo lunghe ascese e siamo a quote basse. Questo abbassa notevolmente il “mountain level” e quindi tende a fuorviare gli utenti che basano la valutazione su questo dato. Il terreno della Corsa della Bora è infatti decisamente montano, ripido e tecnico in molti passaggi ma l’algortmo non li tiene in considerazione. Di contro, una gara che si svolge su un altopiano in quota, con una salita lunga lungo una comoda foresale, riceverebbe, a parità di dislivello totale, un “mountain level” più alto. Occhio quindi a questo parametro. Non in generale, ma a Trieste il “Mountain level” è totalmente inattendibile.

“Finisher criteria”: Questo dato è molto interessante. Ogni runner può verificare, se ha partecipato ad almeno una gara ITRA,  il suo indice di performance da questa pagina. Comparando questo il proprio indice di performance al “finisher criteria” il runner può sapere se quella gara è alla sua portata.
Esempio: Se una gara ha come finisher criteria 400, il tuo indice di performance dovrebbe essere almeno 400 per avere buone possibilità di portare a termine la gara.

Ecco l’anaslisi sulle nostre gare:

Sprint 16 km – Half 21 km – Trail 57 km – Ultra 164 km e Ipertrail 173 km

S1 Sprint

Novità del 2020. Non abbiamo riferimenti rispetto ad edizioni precedenti.

S1 Half

Prime novità del 2020. Questa gara rimane identica nel 2020 al 2019 e con la stessa traccia, addirittura lo stesso file GPX, ecco che è successo: nel 2019 questa distanza era certificata con  21.7 km con 530 metri di dislivello, nel 2020 la S1 Half diventa di 20.6 km con 640 D+

Tolgono 1 km ed aggiungono 100 metri di dislivello.

Il “Mounatin level” indica di norma le gare collinari, ma il terreno carsico e la spiaggia finale non sono certo agevoli come le morbide colline appenniniche o le Prealpi. Attenzione quindi, non aspettatevi una gara collinare in discesa. S1 Half è adatta anche ai neofiti, ma esistono dei punti non proprio scontati. Non ci sono tratti pericolosi o esposti. I tratti impegnativi sono tutti presidiati da personale del Soccorso Alpino o della nostra organizzazione.
Riassumendo: può correre anche chi non ha grande esperienza di trail, ma non si aspetti una corsa campestre o collinare. 

S1 Trail

Come si può vedere anche dal profilo altimetrico il percorso è cambiato rispetto al 2019. Abbiamo aggiunto 300 metri di dislivello ma ITRA ci ha tolto 300 metri di salita. In sostanza la gara l’anno scorso era di 57,5 km e 2630 D+ nel 2020 diventa di 56.5 km con 2380 D+ ma con una salita da 300 metri in più.

Quindi 1 km in meno, 300 metri di dislivello in meno sulla carta. In realtà 300 D+ tosti tosti in più!

Anche qui non fatevi fuorviare dal “mounatin level” basso, passeremo nelle zone che erano le palestre di allenamento dei più grandi alpinisti del 900, come Emilio Comici, su ghiaioni e tratti molto ripidi ma non esposti. Non sottovalutate questa gara. Fatevi sempre un’idea del percorso guardando le foto o scriveteci se avete delle domande non basatevi sul dato ITRA.

Un’altra cosa interessante che si nota nel profilo, è il doppio finale in rosso. Chi non dovesse arrivare in tempo al cancello delle 18.00 a Santa Croce, percorrerà gli ultimi km su un tratto altenativo, molto scorrevole e senza la spiaggia, ricevendo uno sconto in termini di difficoltà, ma un’ora in più sul cronometro. La decisione è stata presa per consentire a tutti quelli che avrebbero finito la gara in 11-12-13 ore di arrivare i sicurezza al traguardo.

S1 Ultra

Sull S1 Ultra è decisamente difficile fare paragoni con il 2019, in quanto il percorso è cambiato in vari punti. Nel 2019 la traccia era di 164.2 km con 6720 D+ e nel 2020 diventa di 168.3 km con 7110 D+. Valutando però la nuova traccia con i vecchi parametri otteniamo 165 km e 6900 D+.

Riassumendo, nel 2020 abbiamo eliminato un tratto di asfalto con una discesa e risalita di 300 metri, per poi aggiungerli nuovamente nel tratto nuovo che interessa anche la 57 km: la gara è leggermente più dura del 2019 ma decisamente più bella e panoramica. Occhio anche qui al “Mountain level” e al “finisher criteria”. Le condizioni invernali, la notte ed il Carso fanno si che questi dati possano far sottostimare la gara. Consigliamo un “Performance index” di almeno 450 per partecipare, ideale di 500, perfetto 600 o più.

S1 Ipertrail

Il percorso cambia ad ogni edizione, quindi non ha senso fare paragoni. Abbiamo però calcolato dislivello e distanza usando il vecchio algoritmo ITRA ed abbiamo ottenuto 174 km e 10.680 D+. La differenza è notevole rispetto alla certificazione ITRA di 172.7 e 8730 D+.

 

Durante l’anno faremo nuovi rilievi provando a comparare le tracce registrate con GPS, GPS + GLONASS e GPS + GALILEO. Le altitudini che abbiamo utilizzato per il calcolo sono quelle della cartografia ufficiale e non quelle barometrica o GPS. Non essendoci un precedente è ragionevole pensare ad una distanza effettiva di 173 km e circa 9900 D+

 

L’edizione 2020 include tratti invernali sui i 1200 metri, un Vertical di 4,4, km con 1070 D+ e tratti esposti al vento forte. Totalmente inappropriati i “Finisher Criteria” e “Mountain Level” di ITRA. Volete pensare forse che essere in pieno giorno in una giornata di sole di luglio a 2500 metri sia più impegnativo che trovarsi da soli di notte a 1200 metri in pieno inverno con Bora che soffia a 100 km/h? Secono noi non è così, secondo gli algortmi di ITRA sì. Decidete voi a chi dare ascolto.

Inoltre la navigazione GPS e il sistema dei ristori a casse rendono la gara ancora più discostante dai criteri di valutazione ITRA.

 

Ecco, se parliamo di Ipetrail i parametri ITRA vanno completamente ignorati. Tanto per esser chiari. Questo è il motivo per cui chi partecipa a questa gara fa un colloquio prima di registrarsi. E’ possibile richiedere la telefonata da questo link

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