scope

Tanti a voler scopare alle gare, ma scopare bene non è da tutti!

 

Questo articolo è dedicato a tutti quelli che hanno pensato di fare la scopa e quelli che lo fanno abitualmente, ma anche agli organizzatori di gare ed ai concorrenti. Insomma si tratta di considerazioni che nascono dalla terribile presa di coscienza che attorno al ruolo scope c’è una grandissima confusione. A seguire il protocollo che abbiamo adottato alla Corsa della Bora, e che siamo contenti di condividere con gli altri.

Condividiamo questo testo con voi sperando che possa essere uno spunto di riflessione e miglioramento, aspettando anche le vostre considerazioni a riguardo: indispensabili per milgiorare.  

Alcuni punti possono sembrare, purtroppo, duri nei confronti del concorrente. Purtroppo la tutela della sicurezza del concorrente e della scopa, nonchè la tutella della responsabilità civili e penali ci impongono dei comportamenti fermi. 

Questo testo nasce da nostri errori, errori commessi da altri organizzatori e che abbiamo osservato, nasce dalla discussione e dal confronto tra tutto il team S1 ed in particolare dalle accanite discussioni tra la Direzione di Gara ed il Coordinamento Scope. Un dialogo che rende necessario il compromesso tra tre variabili: sicurezza, efficienza e soddisfazione del concorrente. Tre condizioni difficili da rispettare allo stesso tempo e che rappresentano le nostre priorità. 

Tommaso de Mottoni – Direttore di Gara La Corsa della Bora
Matteo Incaudo – Coordinatore scope, percorso e tracciatura

 

Partiamo con lo sfatare cinque grandi equivoci che spesso si fanno quando si parla di “scope”

 

Il primo equivoco: fine gara e scopa. Non sono la stessa cosa.

La “scopa”, teoricamente, avrebbe la funzione di rimuovere la marcatura del percorso ed eventuale spazzatura sul tracciato

Il Fine Gara, che precede le “scope” dovrebbe seguire gli ultimi concorrenti ma non rimuovere alcun segnale. Di fatto ogni organizzatore fa a modo suo, l’importante è che chiarisca la sua interpretazione a chi fa il servizio.

Nello scenario ideale ci dovrebbero essere sia i fine gara che le scope, che dovrebbero partire una volta accertata la presenza all’appello di tutti i concorrenti a punto di controllo successivo rispetto a quello da ripulire. Spesso fine gara e scope sono la stessa cosa. Da qui in poi userò il termine scopa anche per indicare il fine gara, come avviene comunemente.

 

Il secondo equivoco: la scopa non accompagna, segue i concorrenti.

Questo è un punto fondamentale, che il 90% delle scope, anche con esperienza ignora. Il ruolo non è quello di accompagnare i concorrenti, tanto meno di interagire, dare indicazioni o aiutarli. La scopa non ha la funzione di motivare, intrattenere o fornire confort ai concorrenti. L’unica persona in montagna che può accompagnare qualcuno in un contesto di questo tipo è la Guida Alpina. Ne consegue che si apre uno scenario di responsabilità civili e penali molto serio sia per chi fa il servizio che per l’organizzatore della gara. Un esempio? La scopa interviene distraendo il concorrente o dicendo dove mettere i piedi. Il concorrente si ferisce gravemente. Qui la responsabilità è della scopa e del direttore di gara. Non solo del direttore di gara. Quindi attenzione a dare consigli. Ripeto: per quello ci sono le Guide Alpine.

 

Il terzo equivoco: fare la scopa non è un modo per fare la gara gratis

Premesso che una scopa non dovrebbe mai fare l’intero percorso di gara, o meglio non dovrebbe fare mai più di una distanza di 20-30 km, fare la scopa comporta delle responsabilità molto serie, richiede molta esperienza e capacità di valutazione sia delle condizioni ambientali che dei concorrenti. Può richiedere uno sforzo fisico non indifferente e comporta delle responsabilità civili e penali in capo alla persona non solo all’organizzazione di gara. Quindi attenzione: andare a fare la scopa non significa risparmiare sull’iscrizione della gara.

Qui mi è capitato di assistere a scene turche: scope che superano i concorrenti, scope che vogliono proseguire la gara rallentando poi le altre scope (la scopa della gara diventa scopa della scopa) o peggio ancora scope che interferiscono con il regolare svolgimento della gara.

 

Il quarto equivoco: la scopa può essere un runner lento.

La scopa segue sì l’ultimo concorrente, ma deve avere anche la capacità di muoversi velocemente sul terreno, per raggiungere il gruppo successivo in caso di ritiro dell’ultimo ad un punto di controllo e deve avere una forma fisica tale da consentire di spostarsi velocemente per chiedere soccorsi o far fronte ad emergenze. Anche qui, scene dell’altro mondo: una gara con tempo limite di 8 ore e le scope che arrivano in 12, ben 5 ore dopo l’ultimo concorrente. Non per scelta ma per lentezza.

 
Il quinto equivoco: fare la scopa significa arrivare alla fine.

Assolutamente NO. La scopa è parte di un ingranaggio complessissimo a livello organizzativo ed una scorretta gestione dei tempi va ad incidere negativamente su tutta la macchina organizzativa, aumentando il carico di lavoro per gli altri e togliendo risorse a chi potrebbe averle. La scopa deve avere ben presente la velocità a cui si sta muovendo, essere sempre aggiornata sul tempo di arrivo previsto rispetto al cancello e ponderare questi dati con le condizioni dei concorrenti e la possibilità di fermarli anche prima del cancello, se necessario. Vi faccio un esempio: cancello del 30km alle 13.30, concorrente in seria difficoltà alle 10.00 all’ultimo punto di ristoro (con accesso Jeep) a 9 km dal punto successivo. La sua velocità è meno di 2 km/h e esprime la volontà di ritirarsi al cancello. Farlo proseguire fino al cancello comporta l’arrivo alle 15.00 che tutto il punto del cancello deve attendere 90 minuti in più, volontari, soccorsi, cronometraggio, etc, sottraendo risorse alla gara ed alla sicurezza. La scopa non è in gita e deve fare queste valutazioni come membro di un team.

Il protocollo scope S1, nato da errori, esperienza e sempre in evoluzione:

 

  1. La scopa è composta da due e non più di tre persone
  2. Ogni gruppo è composto da un responsabile e il gruppo non si divide mai, se non in caso di assoluta emergenza e dopo aver conferito con la centrale operativa. Il responsabile del gruppo è l’unico addetto alle comunicazioni, salvo emergenze.
  3. Ad ogni punto in cui sono presenti volontari, presentarsi e dichiarare: “siamo gli ultimi la gara è finita”.
  4. Ad ogni cancello fermarsi e interfacciarsi con il responsabile del CP. In caso di CP elettronico dovrà semplicemente fornire il numero di pettorali dei ritirati ed attendere l’OK a proseguire. Nei CP manuali il responsabile avrà la lista dei partiti effettivamente e aspetterà la lista dei ritirati che la scopa consegnerà, terminato il controllo se i conti tornano potrà ripartire.
  5. Avere il materiale obbligatorio della gara e un kit di primo soccorso con telo termico aggiuntivo.
  6. Tenere sempre il pettorale di scopa ben in vista.
  7. Deve avere il telefono carico con eventuale powerbank ed in uso solo per le comunicazioni di gara: no app, foto, aggiornamenti, selfie, etc. Nel gruppo, se due persone hanno lo stesso operatore una spegnerà il telefono mantenendo al massimo la batteria in caso di necessità.
  8. Seguire gli ultimi, si tiene a distanza e non si interviene, non incita, non fornisce alimenti, non fa conversazioni. Non è un servizio di accompagnamento e non è un servizio di supporto personalizzato.
  9. Non dare consigli di alcun tipo. Non fare previsioni. Non fare considerazioni di alcun tipo sulla gara o su altre gare. Non esprimere giudizi. Non parlare di politica, religione, abitudini di vita non convenzionali, calcio o sesso.
  10. Se il concorrente “attacca bottone” rispondere cortesemente ma senza dare inizio ad una conversazione.
  11. Se il concorrente “attacca bottone” significa che siete troppo vicini.
  12. Tenere sull’orologio una schermata che indichi: dislivello da percorrere, velocità media del segmento, orario di arrivo previsto al prossimo cancello o cp.
  13. Procedura di ritiro: chiamare sempre la centrale operativa, opzione 2, la chiamata è automaticamente registrata. Possibilmente far pronunciare il numero di pettorale e la posizione dal concorrente stesso. In caso di contestazioni fare in modo che queste vengano registrate dalla procedura di ritiro. Rimuovere il pettorale a tutti gli squalificati e a chi non si ritira di buon grado.

EVENTO

COMPORTAMENTO

Concorrente estremamente lento ma determinato a continuare (> 45 min previsti sul cancello)

Seguirlo a distanza senza interazione fino al punto in cui è possibile farlo ritirare. Fermarlo spiegando che l’andatura troppo lenta non solo non consente l’arrivo al cancello ma pregiudica la sicurezza del concorrente stesso, delle scope e dello staff.

Concorrente fermato si rifiuta di fermarsi e vuole perseguire

Effettuare la procedura telefonica di ritiro e rimuovere fisicamente il pettorale dal concorrente.

Concorrente ha fame o sete

Non va aiutato se è un questione di comfort. Se è una questione di sicurezza e non può proseguire si presta soccorso con barrette, gel e quanto serve ma si effettua la squalifica e ritiro al primo punto possibile. Questione di correttezza verso gli altri concorrenti. Rimuovere il pettorale.

Concorrente si ferisce

Se possibile fare in modo che si auto-medichi con il materiale obbligatorio. Se necessario avvisare immediatamente la centrale operativa ed eseguire unicamente le manovre di primo soccorso in attesa del personale qualificato.

Concorrente insulta

Squalifica e procedura di ritiro con rimozione del pettorale al primo punto possibile.

Concorrente lentissimo per infortunio o malessere ed intenzionato al ritiro.

SOLO se il ritardo rispetto al tempo del cancello è previsto oltre i 45 min le scope possono dividersi lasciando il più veloce con il concorrente in difficoltà. Le scope dovranno cercare di ricongiungersi il prima possibile o procedendo più velocemente o facendosi accompagnare (laddove compatibile con le esigenze organizzative) al CP successivo una volta messo in sicurezza il concorrente.

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