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TERRITORIO

Costa dei Barbari

Un chilometro di costa selvaggia, senza stabilimenti, tra le falesie bianche del Carso.

La Costa dei Barbari (in sloveno Botanjek) è un tratto di litorale carsico selvaggio di circa un chilometro, nel Comune di Duino Aurisina/Devin Nabrežina, incuneato tra PortoPiccolo/Sistiana a un’estremità e il Residence Europa (Marina di Aurisina) all’altra — a circa 17 km da Trieste. È privo di stabilimenti balneari, raggiungibile solo a piedi tramite sentieri, con un ultimo tratto di discesa ripida verso il mare tra falesie bianche e vegetazione mediterranea.

Fa parte dello stesso arco costiero della Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino (vedi la pagina dedicata Duino e il Sentiero Rilke per l’altro estremo della riserva, verso nord-ovest): la Costa dei Barbari ne è il lembo sud-orientale, quello più vicino a PortoPiccolo.

Cosa vedere e perché è speciale

Un litorale senza stabilimenti. A differenza della Baia di Sistiana (spiaggia attrezzata, vedi la pagina dedicata PortoPiccolo e Baia di Sistiana), la Costa dei Barbari è interamente libera: niente ombrelloni a noleggio, niente bar in spiaggia. Ciottoli chiari, acqua che passa dal turchese al blu intenso, insenature nascoste separate da speroni di roccia, vista aperta sul Golfo di Trieste/Tržaški zaliv. Nelle vicinanze, ma fuori dal tratto attraversato dalla gara, si trovano altre calette informali della stessa costa selvaggia — un sistema di insenature che i triestini frequentano da generazioni.

Una costa amata e segnalata. Il tratto “Spiaggia e Costa dei Barbari a Sistiana” è stato candidato ai “Luoghi del Cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano) in più edizioni consecutive della campagna (2003, 2004, 2006, 2010, 2012, 2014, 2016, 2018, 2020, 2022) — un segnale di quanto la comunità locale tenga a questo pezzo di costa. Il nome del tratto resta di origine incerta.

Un concorrente della Corsa della Bora al tramonto, in silhouette sul crinale del Carso
Il tramonto sul Carso, lungo l’ultimo tratto della Corsa della Bora

Una storia più antica delle falesie stesse. In epoca romana, proprio da questo tratto di costa venivano caricati sulle navi i blocchi di pietra bianca estratti dalle cave di Aurisina, destinati soprattutto ad Aquileia — la stessa pietra che secoli dopo avrebbe rivestito il Castello di Miramare e i palazzi di Vienna (per la storia completa delle cave, vedi la pagina dedicata Santa Croce e Aurisina). La Costa dei Barbari, insomma, è stata per secoli il punto di imbarco di quella pietra, prima ancora di diventare una spiaggia.

Falesie da scalare. Il tratto costiero tra Sistiana e Duino è anche una delle mete di arrampicata sportiva più note dell’area di Trieste, con diverse falesie attrezzate a picco sul mare (zona “Costiera”/Sistiana) — un motivo in più di frequentazione fuori dal weekend di gara, per chi cerca panorami simili da un’altra prospettiva.

Come arrivarci

In auto. Parcheggio a Sistiana centro (a pagamento in stagione estiva) oppure, per un accesso più diretto, presso il Ristorante Castelreggio (Sistiana Mare), da cui parte un sentiero verso il mare. Da qui alla battigia sono circa 1,5 km a piedi, con l’ultimo tratto in discesa ripida: scarpe adatte, non da spiaggia.

A piedi da PortoPiccolo/Bora Village. È lo stesso accesso che utilizzano i concorrenti della Corsa della Bora in arrivo: dal Bora Village si risale verso Sistiana e da lì si scende alla Costa dei Barbari — lo stesso tratto finale della S1 Borin, percorribile in senso inverso da chi non corre, senza pettorale.

Mezzi pubblici. Non esiste un collegamento diretto fino alla spiaggia: la fermata più vicina è quella di Sistiana/Baia di Sistiana (bus regionale, linea urbana Trieste Trasporti E51, e la stagionale linea 70 in giugno-settembre — vedi la pagina PortoPiccolo e Baia di Sistiana per il dettaglio orari), da cui si prosegue a piedi.

Via mare. Alcune insenature di questo tratto di costa sono raggiungibili anche in kayak o barca, un’alternativa per chi vuole vedere le falesie dall’acqua senza affrontare la discesa a piedi.

La Costa dei Barbari nella Corsa della Bora

La Costa dei Barbari (Botanjek) è l’ultimo tratto di natura selvaggia prima del ritorno al Bora Village, toccato da 5 gare su 7:

GaraCosta dei BarbariCome si arriva
S1 Borin (4 km)Sì — tratto finaleDa Sistiana, in discesa, subito prima dell’arrivo a PortoPiccolo
S1 Family Hike & Trail (14,5 km)Non transitato
S1 Half Trail (23 km)Non transitato
S1 Borderless Trail (35,8 km)Sì — tratto finaleDopo Santa Croce (km 27), via Sentiero Tiziana Weiss/Sentiero della Salvia e Vedetta Weiss
S1 TransKarst Ultra (55 km)Sì — tratto finaleDopo Santa Croce (km 46,2), stesso tratto Sentiero Weiss/Vedetta Weiss
S1 Trieste Ultra (61,2 km)Sì — di notteDa Contovello (km 46,7), via Sentiero Weiss/Vedetta Weiss
S1 Bora Ultra (116,2 km)Sì — due voltePrima di notte (verso la Base Vita di PortoPiccolo, km 61,2), poi di nuovo in pieno giorno dopo Santa Croce (km 107,4), stesso Sentiero Weiss
Un concorrente della Corsa della Bora in corsa tra la macchia mediterranea del Carso
Trail running tra la macchia mediterranea del Carso, sul percorso della Corsa della Bora

Due modi di arrivarci, nella stessa gara. La S1 Borin è l’unica distanza che tocca la Costa dei Barbari arrivando direttamente da Sistiana, con un percorso breve e diretto. Le quattro gare più lunghe (S1 Borderless Trail, S1 TransKarst Ultra, S1 Trieste Ultra, S1 Bora Ultra) ci arrivano invece da un’altra direzione, dopo aver attraversato il Carso — e, per Borderless, TransKarst e Bora Ultra, un tratto di Slovenia: passano da Santa Croce (vedi la pagina dedicata Santa Croce e Aurisina), imboccano il Sentiero Tiziana Weiss (Sentiero della Salvia) fino alla Vedetta Weiss, e solo negli ultimi metri raggiungono la stessa Costa dei Barbari.

Il tratto notturno della S1 Bora Ultra. Per la gara regina, la Costa dei Barbari si percorre due volte con luce completamente diversa: la prima di notte, poco prima della Base Vita di PortoPiccolo a metà gara (km 61,2); la seconda in pieno giorno, nelle ultime ore di gara.

La picchiata finale. In tutte e cinque le gare che la toccano, la Costa dei Barbari precede immediatamente la discesa finale verso il Bora Village: è l’ultimo tratto di natura vera prima del rientro nella festa dell’arrivo.

Un concorrente della Corsa della Bora in riva al mare, Costa dei Barbari
In riva al mare sulla Costa dei Barbari, lungo il tratto finale della Corsa della Bora

Un aneddoto del 2019

La Costa dei Barbari è storicamente frequentata anche da naturisti, ed è nota come una delle spiagge naturiste della zona di Trieste. Il 6 gennaio 2019, durante quell’edizione della Corsa della Bora, un concorrente fotografò — in modo non esplicito — una persona che prendeva il sole nuda sulla spiaggia proprio al passaggio dei runner, nonostante il freddo di gennaio. Gli stessi organizzatori commentarono l’episodio sui social: “sì, lo sapevamo che la Costa dei Barbari fosse una nota spiaggia naturista, ma non pensavamo lo fosse anche il 6 gennaio! Speriamo che il passaggio di quasi 1.500 persone non abbia disturbato le letture di questa ‘eroica’ naturista”. La foto e la storia fecero il giro delle testate italiane: ne scrissero, tra gli altri, TriestePrima, Il Mattino e Fanpage.

Un’esperienza da vivere anche fuori gara

Chi vuole vedere la Costa dei Barbari fuori dal weekend di gara ha due modi diversi di viverla. Il primo è dall’alto: una passeggiata sul sentiero panoramico da Sistiana, senza scendere fino alla battigia, per godersi la vista sulle falesie e sul golfo con il minimo sforzo — adatta a chiunque, in qualsiasi stagione. Il secondo è scendere fino al mare, con calzature adatte al sentiero ripido. La bassa stagione (primavera, autunno) regala la vista più tranquilla e la luce migliore per le foto; in piena estate il tratto è più frequentato e il parcheggio a Sistiana diventa a pagamento.

Per il resto dell’arco costiero della riserva, vedi anche Duino e il Sentiero Rilke; per l’esperienza di un’osmiza dopo la camminata, vedi anche Le osmize del Carso; per una panoramica completa dei sentieri del Carso triestino, tutto l’anno, vedi anche Trail running a Trieste e sul Carso.