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Corsa della Bora 2024: meravigliosi contrasti!

Era dal 2016 che dopo la gara non mi sedevo a tavola per mangiare una pizza e bere una birra. C’era sempre troppo stress, cose da finire, preoccupazioni. Andavo a casa pensando che fosse l’ultimo anno. La gioia, però, arrivava nei giorni successivi.

Ieri alle 21 ero seduto a tavola, mangiavo, bevevo e condividevo le esperienze. Eravamo lì, il gruppo sulla finish line, e presto organizzeremo una cena con tutti i volontari che in quel momento non erano al Bora Village.

Quest’anno è stato incredibile. Un anno da record. Abbiamo avuto un numero record di iscritti, poco sotto i 3000. Abbiamo affrontato il peggior tempo meteo di tutte le edizioni, con un’allerta meteo imminente. Un record anche per i non partiti nonostante avessero ritirato il pettorale: il 60% degli iscritti. Ma abbiamo avuto un record di finisher sull’ipertrail: il 100%, un numero incredibile vista la durezza della gara e del percorso. E poi, un record di commenti positivi, di gioia e di complimenti. Non ho mai visto tanti concorrenti felici in una gara, né così tanti sorrisi con un tempo così brutto.
Polemico: non è che con il maltempo resta solo chi se la vuole davvero godere?

Questa mattina mi sono commosso vedendo un video su YouTube di un concorrente sloveno che ha postato la sua esperienza sulla 38 km. Una giornata luminosa e solare sotto l’acquazzone.

Tanti sorrisi e tanta energia che si sono diffusi tra tutti i concorrenti e lo staff. Pioveva, ma c’era il sole. Non c’è stato un minuto in cui la pioggia avesse dato tregua. I ragazzi sulla finish line ballavano, i volontari ai ristori trasmettevano entusiasmo e il piacere di accogliere i runner in questa terra di contrasti. I ragazzi della logistica, dell’accoglienza, della sicurezza, della tracciatura e pulizia. Erano tutti con il sorriso e con l’entusiasmo di accogiere i runner e far vivere loro una giornata di sole anche con il maltempo.

I percorsi sono semmpre mozzafiato. Bellssimi, sempre vari e divertenti, ma un bel percorso non basta.

Questa è Trieste, questo è il Carso. Una terra di confine ma senza confini, una terra di contrasti, dove il brutto tempo porta belle emozioni.

Tutto è iniziato dal Castello di Lubiana il 2 gennaio, con un ipertrail a numero chiuso di 40 persone. Poi è stato decimato a poco più della metà a causa dell’influenza, infortuni o ripensamenti. Coloro che sono partiti sono tutti arrivati, portando a casa un’esperienza che durerà tutta la vita, costruendo nuove amicizie ogni sera in rifugio, parlando della tappa. I primi ad uscire ad accogliere gli ultimi al traguardo, ma i primi per la fatica sostenuta. Il 2 gennaio ha iniziato a formarsi, parallelamente al vortice di maltempo, un vortice di energia, entusiasmo, adrenalina. Un vortice che è cresciuto da Ljubljana a Trieste come un ciclone, trasportando i concorrenti fino al traguardo, sul mare.

Un’energia che ha pervaso tutti i partecipanti del 6 gennaio, anche quelli che hanno fatto i 13 km, una non competitiva estrema. Un ossimoro. Anche qui il contrasto è protagonista.

Questa è La Corsa della Bora. I ristori sono stati portati ai livelli pre-covid, anzi rinforzati. Ma non è il quanto e il cosa, è lo spirito di chi era presente. È lo spirito che i volontari, sia quelli a contatto con i runner che quelli che hanno costruito la spina dorsale dell’evento, dietro le quinte, hanno mostrato, che è stato unico.

È stata una Corsa della Bora con un tempo bruttissimo. Ma è stata la Corsa della Bora più bella.

Questo pensiero, più che ringraziare, pensa a come sia bello lavorare insieme a qualcosa che poi è di tutti quelli che hanno contribuito a dagli vita.

La Corsa della Bora è mia. Ogni volontario può dirlo.

Ed ogni persona o ente che ha contribuito a renderla unica è parte vitale di questa creatura. Questa è l’unicità della Corsa della Bora: una gara con l’anima di tutti quelli che partecipano a renderla unica e tutti la sentono come propria. Noi siamo la Corsa della Bora.

Il prossimo anno ci sarà la decima edizione. Cambierà tutto, o quasi, ma lo spirito che abbiamo ritrovato quest’anno ci sarà sempre e sarà sempre protagonista. Questa è la Bora. Essere qui è meraviglioso.

Tommaso de Mottoni
Race Director

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LA CORSA DELLA BORA

Il Paradiso per il Running e il Trail Running invernale, la meta ideal per gli amanti della corsa: un tracciato spettacolare, con continue variazioni di panorama e di fondo. Uno scenario unico che racchiude in se le caratteristiche dell’alta montagna, ma in riva al mare.

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