Il Meteo a Trieste a Gennaio
Un anno in maniche corte a bere birra in riva al mare. L’anno dopo imbacuccati nella tormenta. Il Carso non promette nulla — e per questo mantiene tutto.
Il Carso e la Corsa della Bora, con ogni tempo, sono impregnati di un fascino irresistibile. Nei giorni nuvolosi l’immensità grigia del cielo trasforma la corsa in un viaggio avvolto nel mistero, con la mitezza dell’inverno che regala un’esperienza unica. L’aria pulita, impregnata dell’odore del sottobosco, e l’aura di misticismo del Carso rendono ogni momento indimenticabile.
Quando il sole splende, la regione si rianima in un vivido ventaglio di colori. L’inverno si fa dimenticare e la Corsa della Bora assomiglia più a un’inaspettata giornata primaverile: maniche corte nelle ore centrali, monti innevati sullo sfondo, mare azzurro davanti. Quando il freddo si fa intenso il Carso diventa ancora più limpido, con le formazioni rocciose che risaltano contro la chiarezza invernale.
Ogni clima rivela una faccia nuova del Carso. Ogni edizione è un’esperienza diversa.

Freddo e secco
o caldo e umido?
A Trieste si danno battaglia due venti. La Bora: fredda, secca, cielo limpido, colori accesi e viste incredibili verso i monti affacciati sul Golfo. Lo Scirocco: tiepido, umido, temperature più alte ma cielo coperto.
Che vinca la Bora o lo Scirocco, sarà sempre una gara di bellezza unica.

Come vestirsi?
Durante la corsa potrebbe venire voglia di restare in maniche corte — ma porta sempre uno strato termico e un pantalone lungo. Qui il clima è all’insegna della variabilità: dal sole al vento in pochi chilometri.
Tramonti meravigliosi su un mare azzurrissimo oppure il contrasto delle nubi plumbee su un mare color petrolio? In ogni caso, il paesaggio migliore in cui correre.
Mai sottovalutare la variabilità
Qui si incontrano i gelidi venti del Nord con i tiepidi venti dell’Adriatico. Un mix che regala un clima mite su terreno di montagna — ma la Bora può sorprendere in qualsiasi momento.
Temperature storiche: min / max
Un’edizione di suspense!
Poteva essere la prima edizione sotto la neve — e invece il tempo è stato soleggiato.
Il 2026 ci ha insegnato che a Trieste le previsioni del tempo semplicemente non esistono. Ci siamo preparati al gelo: venti a 200 km/h con neve e ghiaccio, percorsi alternativi già pronti. Due giorni prima le previsioni cambiano: sole perfetto e Bora. Il giorno prima inizia a piovere e la temperatura sale.
Non ci capiamo più nulla! La Bora ci vuole prendere in giro!
Durante la notte si alza la Bora e il risultato? Una giornata di sole perfetta, nemmeno troppo fredda.
Insomma, non chiedeteci com’è il tempo a Trieste: potreste partire sotto il sole e arrivare con i fiocchi di neve. Se la variabilità non fa per voi, potete iscrivervi con l’opzione di annullamento fino a 72 ore dalla gara… ma vi perdereste parte del divertimento!
Poteva essere neve, e invece sole perfetto

Un anno da manuale.
Quando ci chiedono come prepararsi alla gara, rispondiamo sempre: bisogna essere pronti a tutto. Qui il mare mitiga, è vero, ma l’inverno sa ancora sorprendere.
Prima giornata di sole e borino, aria frizzante del mattino intorno agli 8 gradi e, sotto il sole del pomeriggio, fino a 12. Durante la notte è entrato lo scirocco: cielo coperto e temperature in leggero rialzo. Domenica ci ha svegliati con nubi e 12 gradi, diventati 14 sulla costa. Verso le undici, mentre lungo il litorale restava grigio, a Monrupino ha iniziato a nevicare: neve leggera che non attacca, circa 3 gradi. Poi verso le cinque del pomeriggio, pioggia a chiudere la giornata.
In pratica: ventiquattr’ore di sole, otto di nuvole, dieci minuti di neve, due ore di pioggia.
La Corsa della Bora è anche questo: passare dalla montagna al mare in un weekend, e trovare ogni volta un modo diverso di raccontarlo con le gambe.
Tutte le condizioni meteo in meno di 48 ore: sole, bora, neve, nuvole, pioggia
Il diluvio universale. Edizione epica!
La giornata più calda e piovosa degli ultimi anni. Pioggia torrenziale e temperature tra i 12 e 14 gradi. Un’edizione epica — come una corsa sotto la pioggia autunnale. Chi c’era non la dimentica.
Niente sole, niente pioggia. E caldo.
Un’atmosfera ovattata. Il cielo — un immenso mare di grigio — ha trasformato la Corsa della Bora in un viaggio attraverso un paesaggio mistico. Il clima mite e l’aria pulita, arricchita dall’odore del sottobosco, hanno creato un’esperienza di corsa unica. Il mistero del Carso, amplificato dal cielo grigio, ha reso ogni momento indimenticabile.
La natura selvaggia del Carso e l’atmosfera surreale hanno reso l’edizione 2023 un evento di notevole intensità emotiva e fisica per tutti i partecipanti.
Di tutto un po’
Sabato giornata bellissima e calda: sole, cielo sereno, pomeriggio piacevolmente all’aperto a PortoPiccolo con gli arrivi dell’ipertrail. Domenica mattina nuvoloso, verso sera temperature in salita. A fine gara, un po’ di pioggia.
Bora a 130 km/h!
Edizione in “Zona Arancione”, ancora in emergenza COVID. Temperature basse, dai zero ai 6 gradi, con vento a 130 km/h e temperatura percepita sotto lo zero. La Bora però spazza via la pioggia: cielo limpido e panorami indimenticabili — se riesci a stare in piedi.
Stesso giorno: dalla primavera al pieno inverno in poche ore
Meteo a Trieste: runner diversi, stesso giorno, mondi diversi.