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S1 Borderless Trail 36 km

35.83 km

787 D+

Intermedio

Novità 2027! Percorso nuovo!

La Borderless Trail è la scelta giusta se vuoi una gara caratteriale, con quel sapore di confine che rende l’esperienza diversa dalle classiche corse “in loop”. È adatta a chi ama la varietà e i tracciati che cambiano ritmo e atmosfera, senza essere un ultra estremo, ma restando una prova seria e memorabile. È una gara che ti lascia addosso l’impressione di esserti mosso davvero dentro un luogo, non solo dentro una distanza.

📍 Logistica

🏠 Luogo consegna pettorali PortoPiccolo, Bora Village, Sistiana
🗓️ Orario consegna pettorali Sabato 9 Gennaio 2027: 12.00–20.00 Domenica 10 Gennaio 2027: 05.00–08.00
🏁 Data e ora start Domenica 10 Gennaio 2027: ore 09.00
🚩 Punto di partenza PortoPiccolo, Bora Village
🏁 Punto di arrivo PortoPiccolo, Bora Village, Sistiana

🧳 Servizio guardaroba

📦 Consegna sacche Da Sabato 9 Gennaio 2027: 12.00
🎒 Ritiro sacche Domenica 10 Gennaio 2027: 15.00–20.00 Bora Village, Sistiana

🚧 Cancelli, ristori e controlli

⏱️ Tempo massimo 7 ore
  • 🥤🍴🍲 ⏱️ Duino, km 5,4
  • 🥤🍴 ⏱️🚧 Medeazza, km 9,8 11.30
  • 🥤🍴 ⏱️🚧 San Pelagio, km 21,4 13.30
  • 🥤🍴 ⏱️ Santa Croce, km 27
Legenda: 🥤 ristoro liquido · 🍴 ristoro solido · 🍲 piatto caldo · ⏱️ cronometraggio chip · 🚧 cancello orario

🎒 Materiale obbligatorio

  • Cibo e acqua necessari per correre per 10 km
  • Bicchiere personale o tazza per bere ai ristori
  • Lampada frontale
  • Pantalone e maglia a manica lunga, o combinazione che in caso di bisogno copra interamente braccia e gambe
  • Coperta termica (foglio isotermico di emergenza)
  • Guanti, berretto e giacca a vento
  • Telefono cellulare

🚌 Navette

➡️ Trieste Stazione Centrale → PortoPiccolo 🕖 07.00 del 10.01.2027
⬅️ PortoPiccolo → Trieste Stazione Centrale 🕐 13.00 · 14.00 · 15.00 · 16.00 · 17.00 · 18.00 · 19.00 · 20.00 del 10.01.2027

💶 Quote di iscrizione

  • € 36 fino al 1 giugno
  • € 40 fino al 1 settembre
  • € 55 fino al 1 novembre
  • € 60 fino al 15 dicembre
  • € 75 fino al 10 gennaio

🏅 Premiazioni

I°-II°-III° M.F.
FAI CLICK QUI PER ISCRIVERTI ALLA S1 Borderless Trail 36 km

PortoPiccolo: La Salita dalle Falesie Bianche

La partenza dal Bora Village di PortoPiccolo è un colpo d’occhio che toglie il fiato: l’Adriatico alle spalle, le falesie bianche del ciglione carsico davanti a sé. Il primo tratto è una salita ripida ma mai tecnicamente difficile, un muro naturale di pietra calcarea che porta dal livello del mare ai sentieri dell’altopiano in poche centinaia di metri. Si sale a ritmo costante, con il respiro che si apre e il mare che si allarga sotto i piedi ad ogni passo.

Quest’anno le fasce di partenza sono state ampliate da una a due ore per azzerare — o ridurre drasticamente — i rallentamenti nei tratti più stretti. Il risultato è una partenza più fluida, dove ogni corridore trova il proprio ritmo fin dai primi metri senza la frustrazione della coda.

Il Sentiero Rilke: Terrazza di Poesia sull’Adriatico

Raggiunte le falesie, il tracciato si distende sul celebre Sentiero Rilke, la passeggiata panoramica che corre lungo la Riserva Naturale delle Falesie di Duino collegando Sistiana/Sesljan a Duino/Devin. Poco più di due chilometri sospesi tra cielo e mare, dove il bianco abbagliante della roccia calcarea si fonde con il blu cobalto dell’Adriatico e il verde intenso della macchia mediterranea — lecci, pini, ginepri e il sommacco che in autunno incendia il paesaggio di rosso.

Il sentiero alterna brevissimi tratti tecnici a sezioni ampie e scorrevoli: il terreno è protetto, non esposto, e le ringhiere in legno lungo il ciglione regalano sicurezza senza togliere nulla alla vertigine dello sguardo che abbraccia l’intero Golfo di Trieste/Tržaški zaliv, da Punta Salvore in Istria fino alla laguna di Grado, con le Alpi Giulie innevate a fare da fondale nelle giornate di bora limpida.

Fu qui, in una giornata di vento furioso nell’inverno del 1912, che Rainer Maria Rilke — ospite della principessa Marie von Thurn und Taxis al Castello di Duino — udì arrivare dal vento le parole che avrebbero dato vita alle Elegie Duinesi, uno dei vertici assoluti della poesia del Novecento: «Chi, se io gridassi, mi udirebbe dalle schiere degli angeli?». Da queste falesie nascono anche le parole che ispirano il motto della Corsa della Bora: essere qui è meraviglioso. (I puristi di Rilke avrebbero da obiettare — le Elegie parlano più di angeli terribili che di meraviglia solare — ma chiunque corra su questo sentiero con il mare sotto i piedi e il vento tra i capelli capisce esattamente cosa intendiamo.)

Lungo il percorso si incontrano postazioni militari della Grande Guerra affacciate sul mare, oggi rifugio del falco pellegrino e dell’algiroide magnifico. Tra le rocce cresce il fiordaliso del Carso, fiore raro che vive solo su queste falesie. A metà tracciato il sentiero abbandona il ciglione per addentrarsi in una pineta profumata prima di tornare sulla linea della scogliera verso il Castello di Duino.

Il Borgo di Duino: Tra il Castello e la Pizza delle Cravatte Rosse

Il tracciato attraversa il borgo storico di Duino/Devin, incastonato tra il Monte Ermada e le falesie bianche sull’Adriatico. Si corre davanti al Castello di Duino — dimora quattrocentesca dei principi della Torre e Tasso, dove Dante fu ospite prima di Rilke, dove le terrazze a picco sul mare custodiscono secoli di storia e poesia. Accanto alle rovine del castello vecchio si intravede la sagoma della Dama Bianca, la roccia dalle sembianze di una donna velata che la leggenda vuole essere una castellana tramutata in pietra.

Il passaggio per la suggestiva Piazza del Castello è anche il momento del ristoro solo diurno delle Cravatte Rosse: pizza appena sfornata, sorrisi e l’energia del volontariato che da sempre è l’anima della Corsa della Bora. Un punto dove rifiatare, mangiare un boccone caldo e ripartire con lo spirito pieno quanto le gambe.

Il Monte Ermada: Dove il Carso Diventa Montagna

Oltre Duino il terreno cambia carattere. Si lasciano le falesie costiere e si entra nel cuore dell’altopiano, dove il Monte Ermada — Grmada in sloveno, 323 metri — domina il paesaggio carsico come una sentinella tra due mondi. La salita è dolce e continua, mai brutale, attraverso boschi misti di pini e faggi che si alternano a radure di landa battuta dalla bora.

Il costone sommitale regala un mix equilibrato tra sfida atletica e godimento del panorama: tratti in leggera discesa intervallati da brevi risalite su sentieri scorrevoli, con lo sguardo che spazia dal mare alle montagne. Il Monte Ermada fu anche teatro di aspri combattimenti durante la Grande Guerra — le sue pendici nascondono ancora trincee e fortificazioni dell’esercito austroungarico — ma oggi la natura ha rimarginato quelle ferite e il verde dei boschi ha sostituito la pietraia di un tempo.

Il Bivio di Medeazza: Dove i Percorsi si Separano

Oltre il Monte Ermada, il territorio si apre in un suggestivo tratto di landa carsica punteggiata di vigne terrazzate, doline e muretti a secco, fino a raggiungere Medeazza/Medjavas — borgo di case in pietra dove il Carso italiano guarda verso la Slovenia.

Qui i percorsi si dividono: è il bivio più affascinante della Corsa della Bora, dove un ramo si dirige verso i sentieri di confine e il borgo di San Pelagio/Šempolaj, mentre l’altro abbandona l’Italia per addentrarsi in Slovenia, attraversando Jamiano/Jamlje e Doberdò/Doberdob lungo sentieri quasi inesplorati. Dopo il ristoro di Medeazza — dove l’energia dei volontari è già un premio — ogni corridore imbocca il proprio cammino verso il cuore più selvaggio del Carso.

Il Parco della Grande Guerra Lupinc: Memoria tra Trincee e Pietra Viva

Nel cuore del Carso triestino, circondato dai vigneti del borgo di Prepotto/Praprot, si entra nel Parco Lupinc Škaljunk — museo all’aperto creato da Danilo Lupinc sul proprio terreno in occasione del centenario della Grande Guerra. Un luogo dove la memoria si intreccia con la natura e la pietra racconta storie di un secolo fa.

Il sentiero attraversa trincee restaurate, scavate nella roccia calcarea dai prigionieri di guerra russi al servizio dell’esercito austroungarico. Una placca in pietra è dedicata al nonno di Danilo, Anton Terčon, caduto nel 1916, e a quei prigionieri che qui trovarono fatica, freddo e una terra lontana da casa. Le casette in pietra lungo il percorso erano i ripari dal sole e dal maltempo dei pastori di inizio Novecento — un Carso dove la vita quotidiana e la guerra si intrecciavano senza soluzione di continuità.

Si attraversa la suggestiva Grotta Lesa — una cavità naturale la cui volta è crollata creando una dolina magica, una radura incantata raggiungibile attraverso un arco di pietra naturale che sembra scolpito da un gigante. I prigionieri russi vi trovavano rifugio dopo le giornate di scavo; oggi la luce filtra dall’alto tra le pareti di roccia creando un’atmosfera sospesa nel tempo. Una scalinata in legno ricavata nella roccia conduce fuori dalla grotta e riporta tra i vigneti.

Qui il Carso mostra il suo volto più autentico: storia e natura indissolubili, dove le cicatrici della guerra sono state rimarginate dal verde dei boschi e dal lavoro paziente di chi questa terra la coltiva ancora.

La Discesa verso Santa Croce: Il Mare Ritrovato

Lasciato il Parco Lupinc, il percorso inizia la sua discesa verso il mare. È una sezione che toglie il fiato — letteralmente e metaforicamente — perché il terreno si inclina verso l’Adriatico e l’orizzonte si spalanca con una violenza di bellezza a cui è impossibile abituarsi.

Si corre verso Santa Croce/Križ — pittoresco borgo carsico di strette stradine in pietra e case arroccate sulla scogliera, un tempo villaggio di pescatori sloveni che dalla costa risalivano lungo il Sentiero della Salvia per raggiungere le vedette da cui avvistare i banchi di tonni nel Golfo. Il Museo della Pesca di Santa Croce racconta questa tradizione millenaria, dove la mattanza dei tonni era un rito collettivo a cui partecipava l’intero paese — uomini, donne e bambini — perché da quei pesci dipendeva la sopravvivenza della comunità.

Gli ultimi chilometri affacciati sul mare regalano una vista che spazia dalla costa slovena alla laguna di Grado, con Trieste che si distende in lontananza lungo il suo golfo. Il sole (o le stelle, per chi arriva di notte) illumina le falesie bianche, il blu dell’acqua e il verde scuro dei pini marittimi in un quadro che nessuna fotografia riesce davvero a restituire.

Il Finale: Sentiero della Salvia, Vedetta Weiss e la Costa dei Barbari

Quest’anno, dal borgo di Santa Croce/Križ, tutti i percorsi della Corsa della Bora che nelle passate edizioni si dividevano ora confluiscono in un unico, spettacolare tratto finale lungo i sentieri che uniscono Santa Croce a PortoPiccolo. Che si arrivi dal Carso in pieno giorno o dalla notte triestina con le gambe di una lunga traversata, gli ultimi chilometri sono gli stessi per tutti — e sono indimenticabili.

Da Santa Croce si imbocca il Sentiero Tiziana Weiss, detto anche Sentiero della Salvia per le distese di salvia selvatica che profumano l’aria e crescono rigogliose tra i sassi del Carso. Il sentiero è intitolato a Tiziana Weiss, giovane alpinista triestina che perse la vita a soli ventisei anni nel 1978 durante la discesa dalle Pale di San Martino — una vita breve ma luminosa, consacrata alla montagna e alla natura, il cui spirito sopravvive in questo sentiero sospeso tra cielo e mare.

Si corre in piano, sopraelevati rispetto al mare, su una terrazza naturale che regala una vista totale sul Golfo di Trieste: da Punta Salvore all’Istria, dal Castello di Miramare alla laguna di Grado, con le sfumature infinite del rosso sommacco, il bianco luccicante della pietra carsica e il verde scuro dei cespugli di ginepro. Nelle giornate di bora limpida l’atmosfera è talmente trasparente che lo sguardo si perde oltre l’orizzonte.

Si incrocia il Sentiero dei Pescatori — uno dei più antichi sentieri del Carso, dove i pescatori sloveni di Aurisina/Nabrežina scendevano con i loro zoppoli (imbarcazioni scavate da un unico tronco di pino) verso il porticciolo di Canovella degli Zoppoli/Pri Čupah — e si raggiunge la Vedetta Weiss, terrazza panoramica in pietra a 159 metri sul livello del mare, da cui si abbraccia con un unico sguardo il Castello di Duino a nord e la costa istriana a sud. Ai piedi della vedetta si nasconde un bunker, testimonianza silenziosa dell’organizzazione Gladio che qui ebbe un “nascondiglio” tra il 1963 e il 1970.

Il percorso prosegue tra vigne, landa carsica e boschi di pini e faggi fino a raggiungere il Villaggio di Borgo San Mauro — e da qui, dopo tanti anni, la discesa finale verso PortoPiccolo passa nuovamente dalla rocciosa Costa dei Barbari: falesie a picco sull’acqua cristallina, insenature di ciottoli bianchi e la vegetazione che d’estate è profumata della macchia mediterranea e d’inverno lascia il posto al salmastro che accompagna gli ultimi passi prima del traguardo.

La picchiata finale verso il Bora Village di PortoPiccolo chiude il cerchio: si è partiti dal mare, si è attraversato il Carso in tutta la sua vastità, e al mare si ritorna.


Trail runner sulle rocce del Carso durante la Corsa della Bora
Statistiche meteo

A Trieste non si può mai sapere.

Un anno in maniche corte a bere birra in riva al mare dopo la gara. L’anno dopo imbacuccati fino ai denti. Il meteo cambia, il divertimento resta. Guarda le statistiche di 10 edizioni e decidi all’ultimo momento come vestirti.

Caldo e umido 45%
Freddo e secco 55%
Il meteo: dal 2016 al 2026 10 edizioni analizzate

Dettagli
S1 Borderless Trail

Non trovi la traccia GPS?

Usa la nostra mappa interattiva (e, quando disponibili, quelle di ITRA): offrono una rappresentazione precisa al centimetro del percorso, non scaricabile ma più che sufficiente per disegnare i tuoi giri di ricognizione.

Pubblichiamo spesso anelli e sezioni proprio per consentirti di provare il tracciato in autonomia prima dell’evento.

Per evitare incongruenze e garantire che tutti usino la versione più aggiornata, la traccia GPX ufficiale viene rilasciata una sola volta, nella settimana che precede la gara. In passato molti scaricavano una traccia molti mesi prima e poi non seguivano più gli aggiornamenti: con eventuali lavori, deviazioni o passaggi temporaneamente non praticabili, rischiavano di usare un file non allineato al balisaggio. Ecco perché oggi distribuiamo il GPX solo a ridosso dell’evento.

Nel frattempo ti consigliamo di:

  • visualizzare online le tracce degli anni precedenti, utili per allenamenti e sopralluoghi.
  • consultare la mappa interattiva per pianificare le ricognizioni;
  • controllare la nostra pagina Facebook e gli articoli sul sito per aggiornamenti e giri di ricognizione;
Gallery Foto
Base gara Bora Village a PortoPiccolo, Sistiana — base partenza e arrivo della Corsa della Bora

PortoPiccolo — Bora Village

Partenza e arrivo di tutte le gare. Il Bora Village di PortoPiccolo è la base dell’evento: una struttura completamente coperta e riscaldata affacciata sul Golfo di Trieste, dove trovi tutto quello che serve prima, durante e dopo la gara.

Un unico luogo per pettorali, expo, docce, ristorazione e premiazioni — senza spostamenti, senza dispersioni. Arrivi, corri, festeggi.

Pettorali Expo Premiazioni Ristorazione Parcheggio Docce Guardaroba
Scopri il Bora Village

Alloggio

Appartamento o hotel: prenota in autonomia oppure direttamente dal tuo profilo runner. Alla Corsa della Bora puoi dividere l’appartamento con altri runner — ci pensiamo noi ad abbinare i coinquilini.

PortoPiccolo e Sistiana offrono soluzioni a pochi passi dalla partenza. Trieste è a 20 minuti di bus.

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Info alloggio

Navette

Navette dedicate sia in andata che in ritorno, da Trieste Stazione Centrale al Bora Village e viceversa. Ogni distanza ha i suoi orari — controlla la pagina della tua gara.

Il Bora Village si trova anche sulla linea bus regolare Aeroporto–Trieste: puoi raggiungerlo con i mezzi pubblici senza navetta.

Andata + ritorno Bus di linea
Orari bus di linea

Arrivare a Trieste

Il Bora Village è in posizione strategica: a due minuti dall’uscita autostradale, a 15 minuti dalla Stazione Centrale di Trieste, a 20 minuti dall’Aeroporto del Friuli Venezia Giulia.

In auto, in treno, in bus o in aereo — Trieste è più vicina di quanto pensi. Da Lubiana sono 90 minuti, da Venezia meno di due ore.

2 min da autostrada 20 min da aeroporto
Info di viaggio

PortoPiccolo, Sistiana · Duino-Aurisina (TS) · 2 min dall’autostrada A4 · 45.7633° N, 13.6350° E

🩺 Certificato medico: competitive e non competitive

Il certificato medico viene richiesto per alcune distanze per due motivi: perché è necessario per legge, ma soprattutto per tutelare la tua salute, perché i percorsi possono essere impegnativi e richiedono buon allenamento e una buona forma fisica.

✅ Senza certificato medico

Sono non competitive: prevedono un ordine di arrivo con il tempo, ma senza classifica. Il percorso può essere affrontato anche con spirito ludico-motorio, senza viverlo necessariamente in modo competitivo.

🚧 Solo con certificato medico

Sono competitive: anche se i tempi massimi consentono di camminare, prevedono una classifica valida ai fini ITRA e UTMB. È necessario caricare il certificato medico, salvo il caso di esenzione:
  • NON sei cittadino italiano e
  • NON fai parte di un club sportivo italiano riconosciuto dal CONI
Importante: anche se sei esentato dal caricamento del certificato, è fondamentale che tu sia consapevole dell’impegno fisico della prova. Ti suggeriamo comunque di sottoporti a regolari controlli medici.

🔁 Anche senza certificato medico

È possibile partecipare in entrambe le modalità. Se non carichi il certificato medico, puoi partecipare, ma non entrerai in classifica.

🏅 Medaglia

Per tutti i partecipanti che finiscono è prevista la medaglia: sia competitivi che non competitivi.