
S1 Trieste Ultra 61 km




Novità 2027! Percorso nuovo!
La S1 Trieste Ultra è un’esperienza prima ancora che una competizione: frontale, silenzio, freddo e quella concentrazione tipica della notte, con il continuo passaggio tra ambiente urbano e natura. È adatta a chi ha già un po’ di esperienza e vuole qualcosa di davvero diverso, più mentale che “veloce”, dove contano lucidità, gestione e carattere. Se cerchi una gara che rimane in testa per settimane, questa è quella con l’impronta più cinematografica.
📍 Logistica
🧳 Servizio guardaroba
🚧 Cancelli, ristori e controlli
- 🥤🍴🍲 ⏱️ Bagnoli, km 13,2
- 🥤🍴 ⏱️🚧 Basovizza, km 25,7 01.30
- 🥤🍴 ⏱️ Obelisco, km 35,3
- 🥤🍴 ⏱️🚧 Contovello, km 47 05.45
🎒 Materiale obbligatorio
- Cibo e acqua necessari per correre per 15 km
- Bicchiere personale o tazza per bere ai ristori
- Lampada frontale e ricarica
- Pantalone e maglia a manica lunga, o combinazione che in caso di bisogno copra interamente braccia e gambe
- Coperta termica (foglio isotermico di emergenza)
- Guanti, berretto e giacca
- Telefono cellulare + powerbank
🚌 Navette
💶 Quote di iscrizione
- € 61 fino al 1 giugno
- € 68 fino al 1 settembre
- € 83 fino al 1 novembre
- € 93 fino al 15 dicembre
- € 107 fino al 9 gennaio
🏅 Premiazioni
TEMPI MASSIMI DI GARA? TANTO O POCO?
Il Carso è difficile da correre: fondo sassoso, frequenti cambi di direzione, piccoli dislivelli e praticamente mai un tratto davvero piano. Per chi vuole correre sempre, questo si traduce in un impegno costante: variano spesso ritmo, traiettoria e appoggio.
Per chi cammina, invece, il dislivello relativamente contenuto aiuta a mantenere una buona progressione. I tempi massimi previsti per tutte le distanze sono ampi e permettono una percorrenza a passo escursionistico veloce.
La noia non c’è mai, né per i veloci né per i lenti: pur senza grandi dislivelli, i percorsi tengono la testa sempre impegnata — tra terreno tecnico e panorami che cambiano di continuo, se hai dubbi o vuoi altre info contattaci!
Trieste: La Partenza dal Cuore Mitteleuropeo
Tutto inizia nel cuore di Trieste/Trst, in prima serata, quando la città è ancora vibrante di vita e i locali dei caffè storici emanano quell’atmosfera che rende Trieste unica al mondo. Perché Trieste è, prima di ogni altra cosa, un crocevia: italiana, slava, germanica, ebraica, greca — un melting pot dove per secoli culture diverse si sono mescolate e arricchite a vicenda, lasciando un’impronta che si legge nelle architetture, nei cognomi, nei sapori, nelle lingue che ancora si intrecciano per le vie del centro. Qui Joyce scrisse l’Ulisse nei caffè di via San Nicolò, Svevo inventò la coscienza di Zeno, Saba tenne la sua libreria in via San Nicolò — una città dove la letteratura non è patrimonio da museo ma aria che si respira.
Il primo chilometro a velocità controllata attraversa le vie del centro storico — Piazza Unità d’Italia, i palazzi asburgici, le luci che si riflettono sull’acqua del Canal Grande — in un prologo urbano che nessun’altra gara trail può vantare. Trieste non è solo la partenza: è il primo, indimenticabile tratto di percorso.
Logistica semplificata: Spazio riscaldato alla partenza, deposito borse sulla linea di start e ritiro pettorali direttamente a Trieste. Nessun trasferimento necessario: si arriva, si corre, e il viaggio comincia.
La Salita Notturna: Trieste ai Piedi, le Stelle Sopra
Lasciato il centro, si allunga il passo lungo i viali ottocenteschi e ci si inerpica nei parchi urbani che fanno di Trieste una delle città più verdi d’Italia — una particolarità che sorprende chi la conosce solo come città di mare. Si attraversa il Parco del Ferdinandeo, si sale tra le colline che formano l’anfiteatro naturale su cui la città è adagiata, e il rapporto tra Trieste e la natura si rivela in tutta la sua forza: il mare davanti, il Carso alle spalle, il cielo sopra, e in mezzo una città che non ha mai smesso di essere selvatica.
Salendo, Trieste si distende sotto i piedi in un meraviglioso disegno di luci che si riflettono sul mare — un presepe luminoso che si allarga ad ogni metro di dislivello guadagnato, con il Faro della Vittoria e il molo Audace a fare da punti cardinali nel buio. Nelle notti limpide d’inverno, oltre la distesa di luci, si indovinano le sagome innevate delle Alpi Giulie — e si capisce perché chi vive qui dica che a Trieste il mare e la montagna sono la stessa cosa.
La Val Rosandra di Notte: I Sensi Si Risvegliano
Raggiunto il costone carsico, si scende nella Val Rosandra/Dolina Glinščice: una valle selvaggia, l’unica in Italia con un torrente che scorre in superficie sul Carso, incastonata in una riserva naturale che custodisce un concentrato di biodiversità raro per le sue dimensioni. Pareti verticali di calcare bianco si innalzano fino a trecento metri di altezza — le stesse pareti dove negli anni Trenta Emilio Comici, il leggendario alpinista triestino pioniere del sesto grado, si allenava prima delle sue imprese dolomitiche. Comici vedeva nella Val Rosandra una palestra naturale perfetta, e ancora oggi gli arrampicatori locali risalgono quelle vie che portano il suo nome.
D’inverno la valle assume un carattere ancora più intenso: il torrente è gonfio, l’aria è pungente, il ghiaccio si forma sulle rocce e i sentieri tecnici che la percorrono di notte diventano sfidanti in un modo che mette alla prova concentrazione e piede sicuro. Ci si concentra sui propri sensi — i rumori dell’acqua che scorre tra le rocce, il profumo della terra umida, il freddo dell’aria invernale sulla pelle — mettendosi alla prova con il buio e con sé stessi.
La Base Vita di Bagnoli: Pizza Calda nel Cuore della Notte
La leggendaria base vita presso la Comunella di Bagnoli della Rosandra/Boljunec si trasforma in un grande ristoro dove attendono pizze calde servite proprio all’ora di cena. Un momento di ristoro e condivisione nel cuore della gara, dove il calore del forno e quello delle persone si fondono in un’energia che ricarica gambe e spirito.
Il Nuovo Percorso Panoramico: Basovizza e il Sentiero delle Origini
Da Basovizza/Bazovica, il vecchio tratto monotono delle edizioni passate è stato sostituito da un percorso spettacolare che riprende il Sentiero CAI 1 in direzione Sistiana — lo stesso tracciato delle primissime edizioni della Corsa della Bora, un ritorno alle origini che ha il sapore di una riscoperta. Si corre con Trieste ai piedi — un tappeto di luci che pulsa nella notte — e l’Adriatico che riflette la luna all’orizzonte.
Il percorso è interamente affacciato: a destra la città illuminata scende verso il mare, a sinistra nelle notti limpide d’inverno si stagliano i profili innevati del Monte Nevoso, del Tricorno e delle Alpi Giulie, così nitidi che sembrano a un passo. È il tratto dove il rapporto tra Trieste, il Carso e le montagne si percepisce con la potenza di un colpo al petto — la stessa emozione che spinse i fondatori della Corsa della Bora a scegliere proprio questo sentiero per la prima edizione.
Dall’Obelisco di Opicina al Castello di Miramare: Il Golfo di Notte
Si raggiunge l’Obelisco di Opicina/Opčine, storico punto panoramico sulla terrazza carsica da cui si domina l’intero Golfo. Da qui non si percorre la celebre Strada Napoleonica — la passeggiata panoramica voluta nel 1821 per collegare Opicina a Prosecco, un balcone di sei chilometri sospeso tra il ciglione carsico e il mare che è una delle passeggiate più belle d’Europa — ma se ne imbocca un breve tratto, quanto basta per assaporarne la vertigine, prima di lanciarsi in discesa attraverso il Bosco del Bovedo.
Il Bovedo è una macchia fitta e scoscesa di lecci, ornielli e carpini che precipita dal ciglione carsico verso il mare in un salto di quasi trecento metri: un bosco verticale, umido e silenzioso, dove la luce delle frontali si perde tra i tronchi e il rumore del vento in quota lascia il posto al gocciolio dell’umidità tra le foglie. La discesa è rapida e ripida, e deposita i corridori sul lungomare di Barcola/Barkovlje — la spiaggia dei triestini, deserta e surreale nella notte.
Si corre verso il Castello di Miramare risalendo per la Scalinata di Sissi — la monumentale scalinata in pietra che l’imperatrice Elisabetta d’Austria percorreva per raggiungere il parco del castello dai sentieri costieri. Sissi amava profondamente Trieste e Miramare: vi soggiornava regolarmente, cercando nel mare e nella natura quel rifugio dalla rigidità della corte viennese che era il filo conduttore della sua vita inquieta. Il castello degli Asburgo, voluto dall’arciduca Massimiliano e dalla principessa Carlotta del Belgio, è una visione fiabesca nel buio, con le sue torri bianche illuminate che sembrano galleggiare tra mare e cielo.
La Risalita di Contovello: Pietra, Vigne e Profumo di Mare
Da Miramare si risale verso Contovello/Kontovel — gioiello di case in pietra carsica arroccate sulla scogliera, circondato dai terrazzamenti di vite dove nasce il leggendario vino del Carso. Qui la terra è così avara e il vento così forte che ogni grappolo è una conquista — e il risultato è un vino di carattere che non ha eguali.
Queste colline scoscese tra Contovello e Prosecco sono la culla del vino più famoso del mondo: il villaggio di Prosecco, a pochi chilometri da qui, ha dato il nome all’omonimo vino prima che la produzione si spostasse in Veneto. Ma il Carso triestino ha mantenuto un’identità vinicola tutta sua, concentrata su vitigni autoctoni che altrove non esistono: la Vitovska, bianco minerale e sapido che sa di pietra carsica e brezza marina; la Malvasia Istriana, profumata e rotonda; la Glera, il vitigno originale del Prosecco che qui cresce ancora sulle sue terre d’origine. Vini di terroir estremo, figli della bora, del sole e di una terra rossa ricchissima di ferro che ricopre appena la roccia calcarea.
La risalita tra le vie strette del borgo, con il profumo del mare che si mescola a quello della pietra riscaldata, è uno dei passaggi più intimi e suggestivi dell’intera gara. Si corre tra muri di pietra a secco che delimitano vigne centenarie, con il Golfo che si allarga alle spalle ad ogni metro di quota guadagnata.
Il Finale: Sentiero della Salvia, Vedetta Weiss e la Costa dei Barbari
Da Santa Croce/Križ i sentieri di tutte le distanze della Corsa della Bora confluiscono verso PortoPiccolo. Per la Trieste Ultra è il tratto finale di un viaggio che è partito dalla città, è salito sul Carso, ha percorso la costa e ora torna al mare da dove tutto è cominciato. Gli ultimi chilometri — gli stessi di tutte le altre distanze — hanno un sapore diverso: si è già stati in posti che chi è partito da PortoPiccolo non ha visto.
Da Santa Croce si imbocca il Sentiero Tiziana Weiss, detto anche Sentiero della Salvia per le distese di salvia selvatica che profumano l’aria e crescono rigogliose tra i sassi del Carso. Il sentiero è intitolato a Tiziana Weiss, giovane alpinista triestina che perse la vita a soli ventisei anni nel 1978 durante la discesa dalle Pale di San Martino — una vita breve ma luminosa, consacrata alla montagna e alla natura, il cui spirito sopravvive in questo sentiero sospeso tra cielo e mare.
Si corre in piano, sopraelevati rispetto al mare, su una terrazza naturale che regala una vista totale sul Golfo di Trieste: da Punta Salvore all’Istria, dal Castello di Miramare alla laguna di Grado, con le sfumature infinite del rosso sommacco, il bianco luccicante della pietra carsica e il verde scuro dei cespugli di ginepro. Nelle giornate di bora limpida l’atmosfera è talmente trasparente che lo sguardo si perde oltre l’orizzonte.
Si incrocia il Sentiero dei Pescatori — uno dei più antichi sentieri del Carso, dove i pescatori sloveni di Aurisina/Nabrežina scendevano con i loro zoppoli (imbarcazioni scavate da un unico tronco di pino) verso il porticciolo di Canovella degli Zoppoli/Pri Čupah — e si raggiunge la Vedetta Weiss, terrazza panoramica in pietra a 159 metri sul livello del mare, da cui si abbraccia con un unico sguardo il Castello di Duino a nord e la costa istriana a sud. Ai piedi della vedetta si nasconde un bunker, testimonianza silenziosa dell’organizzazione Gladio che qui ebbe un “nascondiglio” tra il 1963 e il 1970.
Il percorso prosegue tra vigne, landa carsica e boschi di pini e faggi fino a raggiungere il Villaggio di Borgo San Mauro — e da qui, dopo tanti anni, la discesa finale verso PortoPiccolo passa nuovamente dalla rocciosa Costa dei Barbari: falesie a picco sull’acqua cristallina, insenature di ciottoli bianchi e la vegetazione che d’estate è profumata della macchia mediterranea e d’inverno lascia il posto al salmastro che accompagna gli ultimi passi prima del traguardo.
La picchiata finale verso il Bora Village di PortoPiccolo chiude il cerchio: si è partiti dal mare, si è attraversato il Carso in tutta la sua vastità, e al mare si ritorna.
Variazione Finale (nel buio)
Questo tratto viene percorso di notte, arrivando da Contovello. Si percepisce l’aria frizzante del mare nell’aria scura, i riflessi delle luci di Trieste e delle barche nel Golfo sostituiscono il panorama diurno. La Costa dei Barbari al buio è un passaggio ancestrale, dove il rumore del mare sotto i piedi è l’unica bussola.
A Trieste non si può mai sapere.
Un anno in maniche corte a bere birra in riva al mare dopo la gara. L’anno dopo imbacuccati fino ai denti. Il meteo cambia, il divertimento resta. Guarda le statistiche di 10 edizioni e decidi all’ultimo momento come vestirti.
Non trovi la traccia GPS?
Usa la nostra mappa interattiva (e, quando disponibili, quelle di ITRA): offrono una rappresentazione precisa al centimetro del percorso, non scaricabile ma più che sufficiente per disegnare i tuoi giri di ricognizione.
Pubblichiamo spesso anelli e sezioni proprio per consentirti di provare il tracciato in autonomia prima dell’evento.
Per evitare incongruenze e garantire che tutti usino la versione più aggiornata, la traccia GPX ufficiale viene rilasciata una sola volta, nella settimana che precede la gara. In passato molti scaricavano una traccia molti mesi prima e poi non seguivano più gli aggiornamenti: con eventuali lavori, deviazioni o passaggi temporaneamente non praticabili, rischiavano di usare un file non allineato al balisaggio. Ecco perché oggi distribuiamo il GPX solo a ridosso dell’evento.
Nel frattempo ti consigliamo di:
- visualizzare online le tracce degli anni precedenti, utili per allenamenti e sopralluoghi.
- consultare la mappa interattiva per pianificare le ricognizioni;
- controllare la nostra pagina Facebook e gli articoli sul sito per aggiornamenti e giri di ricognizione;
PortoPiccolo — Bora Village
Partenza e arrivo di tutte le gare. Il Bora Village di PortoPiccolo è la base dell’evento: una struttura completamente coperta e riscaldata affacciata sul Golfo di Trieste, dove trovi tutto quello che serve prima, durante e dopo la gara.
Un unico luogo per pettorali, expo, docce, ristorazione e premiazioni — senza spostamenti, senza dispersioni. Arrivi, corri, festeggi.
Alloggio
Appartamento o hotel: prenota in autonomia oppure direttamente dal tuo profilo runner. Alla Corsa della Bora puoi dividere l’appartamento con altri runner — ci pensiamo noi ad abbinare i coinquilini.
PortoPiccolo e Sistiana offrono soluzioni a pochi passi dalla partenza. Trieste è a 20 minuti di bus.
Navette
Navette dedicate sia in andata che in ritorno, da Trieste Stazione Centrale al Bora Village e viceversa. Ogni distanza ha i suoi orari — controlla la pagina della tua gara.
Il Bora Village si trova anche sulla linea bus regolare Aeroporto–Trieste: puoi raggiungerlo con i mezzi pubblici senza navetta.
Arrivare a Trieste
Il Bora Village è in posizione strategica: a due minuti dall’uscita autostradale, a 15 minuti dalla Stazione Centrale di Trieste, a 20 minuti dall’Aeroporto del Friuli Venezia Giulia.
In auto, in treno, in bus o in aereo — Trieste è più vicina di quanto pensi. Da Lubiana sono 90 minuti, da Venezia meno di due ore.
PortoPiccolo, Sistiana · Duino-Aurisina (TS) · 2 min dall’autostrada A4 · 45.7633° N, 13.6350° E


















































